Archivio per la tag 'berlusconi'
Riprendo ed estendo il titolo di una interessante analisi di Giuseppe D’avanzo, che vi invito a leggere.
Si fa un gran parlare di sicurezza, mentre il governo di centrodestra approva l’ennesima legge ad personam, per proteggere una sola persona si vanno a togliere diritti fondamentali quale quello di una giustizia equa.
Riporto qui solo alcuni passi significativi:
Paese meraviglioso l’Italia. Quando non si acceca da solo, chiude gli occhi. Il frastuono politico assorda e il rumore mediatico lascia nascosta qualche verità e – in un canto – fatti che, al contrario, meritano molta luce e l’attenzione dell’opinione pubblica. La disciplina del “processo breve” ce l’abbiamo sotto gli occhi e vale la pena di farci i conti, senza lasciarci distrarre da ingenui e imbonitori. Qualche punto fermo. Il disegno di legge pro divo Berluscone non rende i processi rapidi (è una cristallina scemenza). Quel provvedimento fabbrica una prescrizione svelta e improvvisa come un fulmine che uccide. Solitamente, a fronte dei reati più gravi, uno Stato responsabile – e leale con i suoi cittadini – si concede un tempo adeguato per accertare il reato e punire i responsabili (la prescrizione non è altro). Più grave è il reato, più problematico e laborioso il suo accertamento, maggiore è il tempo che lo Stato si riconosce prima di considerare estinto il delitto. Le regole della prescrizione svelta e assassina (dei processi) capovolgono questo criterio di efficienza e buon senso.
Più grave è il reato, minore è il tempo per giudicarlo. I magistrati avranno tutto il tempo per processare uno scippatore e tempi contingentati per venire a capo, per dire, di abuso d’ufficio, frodi comunitarie, frodi fiscali, bancarotta preferenziale, truffa semplice o aggravata: quel mascalzone di Bernard Madoff, che ha trafugato 50 miliardi di dollari ai suoi investitori, ne gioirebbe maledicendo di non essere nato italiano.
[..]
Ognuno di noi paga ancora oggi e pagherà domani, con l’ipoteca sul futuro di figli e nipoti, il prezzo della corruzione del passato, quasi sette punti di prodotto interno lordo ogni anno, 25mila euro di debito per ciascun cittadino della Repubblica, neonati inclusi. Settanta miliardi di euro di interessi passivi, sottratti ogni anno alle infrastrutture, al welfare, alla formazione, alla ricerca. È una condizione che corifei e turiferari, vespi e minzolini, occultano all’opinione pubblica. È necessario qualche ricordo allora per chi crede al “colpo di Stato giudiziario”, alla finalità tutta politica dell’azione delle procure, favola ancora in voga in queste ore nel talk-show influenzati dal Cavaliere.
[..]
Il disastroso quadro nazionale è noto agli organismi internazionali. È di questi giorni il rapporto del Consiglio d’Europa sulla corruzione in Italia. Il Consiglio rileva che in Italia i casi di malversazione sono in aumento; che le condanne sono diminuite; i processi non si concludono per le tattiche dilatorie che ritardano i dibattimenti e favoriscono la prescrizione; la normativa è disorganica; la pubblica amministrazione ha una discrezionalità che confina con l’arbitrarietà. Il gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (Greco) ha inviato all’Italia 22 raccomandazioni di stampo amministrativo (introduzione di standard etici, per dire), procedurali (per evitare l’interruzione dei processi) normative (nuove figure di reato).
[..]
Dove sono in questo piano inclinato “gli uomini del fare” che credono nella loro impresa, nel merito, nel mercato, nella concorrenza? E perché tacciono?
[Repubblica, 18 Novembre]
Quello che fa ancora più impressione, in questo quadro, è il fatto che parallelamente ci si accanisce contro gli immigrati. Colpevoli, questi si, di un reato brutale e infame: l’immigrazione appunto.
Riporto, anche in questo caso, la notizia:
A poco più di un mese dalla festa più amata da grandi e piccini, c’è chi scopre un nuovo senso del Natale, meno convenzionale e più “stakanovista”. Si tratta del comune di Coccaglio, piccolo centro nel Bresciano amministrato dalla Lega Nord, che riscoprendo l’importanza degli straordinari di fine anno inaugurerà l’operazione “White Christmas”. Se state immaginando simpatici volontari che fanno foto ai bambini sulla slitta di Babbo Natale…siete molto molto lontani dalla realtà, a meno che la caccia al clandestino non sia proprio a mezzo slitta.
Ebbene si, avete capito bene, quel “white” non si riferisce alla neve e alle strade imbiancate, ma, per dirla con il premier, all’”abbronzatura” dei veri protagonisti della festa. “Fino al 25 dicembre – annuncia pimpante il sindaco Franco Claretti – i vigili urbani andranno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari, quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo, se non dimostrano di averlo fatto la loro residenza viene revocata d’ufficio”. Questa sì che è innovazione! In fondo la solita storiella secondo cui “a Natale siamo tutti più buoni” ha fatto il suo tempo, a crederci sono rimasti solo i bambini, ma il Carroccio illuminerà presto anche loro.
Mentre negli Sati Uniti si approva una legge che prevede la riconversione all’energia pulita, in Italia si approva una legge che prevedere la riconversione all’energia nucleare.
Più di tanti commenti, contano i fatti.
Con 154 voti favorevoli, uno contrario e un astenuto, il Senato ha approvato il disegno di legge sullo sviluppo. Le opposizioni che avevano annunciato il voto contrario, all’ultimo hanno preferito astenersi in blocco con l’intento di far mancare il numero legale per la convalida del voto. Un iter molto travagliato che ha visto l’esecutivo impegnato a stralciare, modificare e correggere molte delle ipotesi tanto sbandierate ben 10 mesi fa che, poi, si sono dimostrate irrealizzabili.
Dei 64 articoli che compongono la normativa – il primo ddl era composto di 34 articoli – i punti principali vertono sul ritorno dell’Italia al nucleare, l’arrivo della class action e il ripristino dei fondi per l’editoria.
Quindi dopo oltre 20 anni e messo al riparo dall’attenzione dell’opinione pubblica, troppo incantata dal G8 de L’Aquila, in Italia torna il nucleare. A dire il vero, il condizionale è d’obbligo in quanto sebbene il governo faccia sembrare tutto molto semplice e immediato – un po’ come la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina la cui realizzazione la vede solo Berlusconi -, l’effettiva realizzazione del piano per il nucleare è rimandato di sei mesi, tempo in cui il governo dovrà predisporre le norme d’attuazione, la localizzazione degli impianti e i sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Quisquilie!
Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti, d’autorità, potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale”, soggetti anche a controllo militare. Per la costruzione dell’impianto, fatte salve la Via (valutazione di impatto ambientale) e la Vas (valutazione ambientale strategica), sarà necessaria un’autorizzazione unica rilasciata di concerto dal ministro dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente e le Infrastrutture.
A smorzare l’euforia del ministro Scajola, mente indiscussa del progetto nucleare, sono arrivate le risposte univoche da parte della Regioni: tranne una parziale apertura da parte del Veneto e della Sicilia, nessuna amministrazione ha dato il proprio sì alla realizzazione sul proprio territorio di centrali nucleari.
“Si riparte con la propaganda sul nucleare. Nonostante quanto sbandierato dal Governo Berlusconi, infatti, si tratta della scelta più sbagliata che il nostro paese possa intraprendere per risolvere i suoi problemi energetici. Oltre all’errore del perseguire con la scelta nucleare è inaccettabile l’idea del Governo di scorciatoie che passino per la militarizzazione delle aree, tagliando di fatto la necessaria via della concertazione con i territori e con le regioni che non fossero disponibili ad ospitare gli impianti nucleari e i siti di stoccaggio. E’ un approccio insopportabile e lontano da quanto si fa in qualunque paese occidentale e rischia di condurci in un vicolo cieco”, lo ha dichiarato Ermete Realacci, responsabile Ambiente del PD commentando l’approvazione in Senato del ddl sviluppo.
Il discorso di Barack Obama del 25 Giugno 2009:
“E’ oltre tre decenni che parliamo di inquinamento, tre decenni che dipendiamo sempre più dal petrolio.
Altri paesi hanno già affrontato la sfida del riscaldamento globale attraverso un’analisi critica della propria produttività
La nazione che guida la creazione di un’economia pulita basata sulle energie pulite è la nazione che guiderà l’economia globale. Vorrei che questa sia l’America.
La legge sull’energia davanti al Congresso creerà una serie di incentivi per fare finalmente da propulsore alla trasformazione verso un’economia delle rinnovabili, basata su fonti d’energia a basse emissioni – eolico, solare, geotermico, tutte le nuove energie pulite.
…Si tratta prima di tutto di creare milioni di nuovi posti di lavoro. Non dobbiamo sbagliarci. La legge sull’energia rinnovabile è una legge per il lavoro. Lo possiamo constatare, è una realtà.
Gli investimenti sull’energia pulita equivalgono a un piano di salvataggio. In California, già 3.000 persone sono impegnate nella costruzione di una nuova centrale solare, che creerà altre migliaia di posti di lavoro. In Michigan, ci aspettiamo che gli investimenti in turbine eoliche e in tecnologia eolica creino centinaia di posti di lavoro. Altri 400 in Florida per soli tre nuovi progetti solari.
Potremmo continuare, ma il punto è questo. Questa legge farà dell’energia pulita l’unico genere di energia praticabile, quello su cui fondare un’economia libera dalla dipendenza del petrolio e dalle bolle speculative.
Daremo alle comunità, ai coltivatori, l’opportunità di generare nuovi profitti, e nel conmtempo di esser parte della soluzione al cambiamento climatico. Il costo iniziale delle misure per la transizione verso le tecnologie pulite sarà, per ogni famiglia americana, come quello di un francobollo.
Spingo ogni membro del Congresso a unirsi a supporto di questa legislazione. So che sarà un testa a testa, a causa della disinformazione che si è fatta su questi temi.
Rimarco l’importanza di questo passaggio: non c’è alcuna contraddizione tra investimenti nelle tecnologie pulite e crescita economica. Il mio appello va anche alla gente americana: non dobbiamo avere paura del futuro, non dobbiamo rimanere imprigionati nel passato.
Da quarant’anni parliamo di questi problemi. Ora è finalmente il tempo di agire.
Nessuno dubita che la dipendenza dal petrolio straniero mina la nostra sicurezza interna, e nessuno dubita che le emissioni di CO2 stiano mettendo il mondo a rischio. Sta già succedendo. E non c’è nemmeno alcun dubbio sul numero di posti di lavoro e sulla ricchezza che nasceranno nel 21esimo secolo da tecnologie ed energie pulite. L’unico dubbio è: quale Paese creerà questi posti di lavoro e queste industrie? Per me, la risposta è: devono essere gli Stati Uniti d’America.
Spero che la gente condivida questa volontà con i membri del Congresso. E’ una grande opportunità per unire gli interessi del nostro Paese, dei lavoratori, dei nostri figli e delle generazioni future”.
Barack Obama – White House, 25 giugno 2009
AAA Giovane ricco cercasi
Ricco, facoltoso e possibilmente lampadato.
Dal sito di repubblica, ecco il modulo per fare richiesta di matrimonio al riccone che più vi aggrada. Adatto per uomini e donne.


